La Direttiva NIS 2 (Network and Information Security) rappresenta un significativo passo avanti nella strategia di cybersicurezza dell’Unione Europea. Emanata il 17 gennaio 2023, questa direttiva aggiorna la precedente Direttiva NIS, rispondendo alla necessità di affrontare le nuove sfide della sicurezza informatica in un contesto sempre più digitalizzato. In questo articolo, esploreremo i punti salienti della NIS 2, le sue implicazioni normative e le buone prassi per garantire la sicurezza delle infrastrutture critiche.

Contesto e Necessità di una Revisione

L’incremento degli attacchi informatici contro le infrastrutture critiche ha reso evidente la necessità di aggiornare la precedente direttiva. La NIS 2 risponde alla crescente interconnessione digitale della società, proponendo misure più coordinate e innovative per garantire la continuità dei servizi digitali in caso di incidenti di sicurezza. La revisione è nata dalle lacune osservate nell’attuazione della Direttiva NIS originaria, che non era riuscita ad affrontare efficacemente le nuove sfide di sicurezza informatica.

Punti Critici della Direttiva NIS

La Direttiva NIS originale ha migliorato la capacità di cybersicurezza dell’Unione Europea, ma ha mostrato divergenze significative nell’attuazione tra gli Stati membri. Le variazioni nei tipi di obblighi, nel livello di dettaglio e nei metodi di vigilanza hanno creato disparità che comportavano costi aggiuntivi e difficoltà applicative per le entità transfrontaliere. Queste discrepanze hanno reso alcuni Stati più vulnerabili, con ricadute sull’intera Unione. La NIS 2 mira a eliminare queste differenze, creando un quadro normativo più uniforme e coordinato.

Ambito di Applicazione della Direttiva NIS 2

La NIS 2 supera la precedente categorizzazione degli operatori di servizi essenziali e fornitori di servizi digitali, introducendo criteri uniformi per l’identificazione degli operatori pubblici e privati, ora suddivisi in “soggetti essenziali” e “soggetti importanti”. La direttiva si applica a settori chiave come energia, trasporti, banche, infrastrutture dei mercati finanziari, acqua potabile, sanità e infrastrutture digitali. Inoltre, si estende a settori critici come servizi postali, gestione dei rifiuti, produzione chimica, alimentare, dispositivi medici e produzione di elettronica.

Armonizzazione Normativa e Cooperazione

Per superare le disparità esistenti, la NIS 2 promuove una maggiore cooperazione tra Stati membri, richiedendo un allineamento normativo e l’adozione di strategie nazionali di cybersicurezza. Ogni Stato deve designare autorità competenti per la supervisione della cybersicurezza e adottare misure strategiche per mantenere un elevato livello di sicurezza informatica. La direttiva incoraggia la gestione coordinata degli incidenti su larga scala attraverso la rete europea CyCLONe (Cyber Crisis Liaison Organisation Network).

Misure di Gestione del Rischio

La NIS 2 impone l’adozione di misure tecniche, operative e organizzative adeguate per gestire i rischi alla sicurezza dei sistemi informatici e delle reti. Queste includono politiche di analisi dei rischi, gestione degli incidenti, continuità operativa, sicurezza della catena di approvvigionamento, sicurezza dell’acquisizione, sviluppo e manutenzione dei sistemi informatici, e formazione in materia di cybersicurezza. L’obiettivo è prevenire o ridurre al minimo l’impatto degli incidenti.

Sanzioni e Compliance

La Direttiva NIS 2 prevede sanzioni severe per garantire la conformità. Le entità essenziali possono essere multate fino a 10 milioni di euro o il 2% del fatturato annuo globale, mentre le entità importanti possono affrontare sanzioni fino a 7 milioni di euro o l’1,4% del fatturato. Queste misure puntano a rafforzare la compliance e l’efficacia delle misure di sicurezza, con un’attenzione particolare ai fornitori critici nella catena di fornitura.

Buone Prassi per l’Implementazione della Direttiva NIS 2

Per assicurare una corretta implementazione della NIS 2, le organizzazioni devono adottare un approccio proattivo alla gestione della sicurezza informatica. Ecco alcune buone prassi:

  1. Valutazione dei Rischi: Condurre regolari valutazioni dei rischi per identificare potenziali vulnerabilità e adottare misure preventive adeguate.
  2. Formazione del Personale: Garantire che tutto il personale sia adeguatamente formato sulle procedure di sicurezza informatica e sulle migliori prassi da seguire.
  3. Piani di Risposta agli Incidenti: Sviluppare e mantenere piani di risposta agli incidenti per minimizzare l’impatto di eventuali attacchi informatici.
  4. Collaborazione e Condivisione delle Informazioni: Partecipare attivamente alle reti di collaborazione e condivisione delle informazioni tra aziende e autorità competenti per rimanere aggiornati sulle minacce emergenti.

Conclusione

La Direttiva NIS 2 rappresenta un passo decisivo verso una cybersicurezza più robusta e coordinata nell’Unione Europea. Con l’introduzione di misure più stringenti e una maggiore cooperazione tra Stati membri, la direttiva mira a proteggere le infrastrutture critiche dai crescenti rischi informatici. È essenziale che gli operatori pubblici e privati si preparino adeguatamente per allinearsi ai nuovi obblighi, garantendo così la continuità e la sicurezza dei servizi essenziali e digitali.