La cybersicurezza aziendale, oggigiorno, è sicuramente un tema estremamente discusso date le innumerevoli minacce e le pesanti conseguenze che esse possono apportare ad un’azienda odierna. Prima di progettare e implementare le più efficaci misure di sicurezza e protezione contro le minacce informatiche, è cruciale conoscere nel dettaglio le tattiche che la maggior parte degli hacker o dei cybercriminali utilizza al fine di riuscire a prevenire i futuri attacchi.

Questa delicata e importante attività è appannaggio di una procedura piuttosto complessa nota come Cyber Threat Intelligence: di cosa si tratta, perché è così importante e che dire delle varie tipologie ad oggi maggiormente diffuse nello scenario di sicurezza aziendale? Analizziamo tutto ciò in questo articolo che si pone l’obiettivo di fornire una panoramica piuttosto dettagliata in merito a tale argomento!

Cyber Threat Intelligence: cos’è e che obiettivi ha

L’espressione Cyber Threat Intelligence, nota anche con l’acronimo CTI, si riferisce all’attività di raccolta di tutte le informazioni provenienti da varie fonti sugli attacchi informatici potenzialmente in grado di colpire o di ledere la sicurezza di un’azienda o di un’organizzazione.

Il contesto dal quale provengono tali informazioni è incredibilmente ampio: si parte dai sistemi aziendali interni ai portali che trattano in modo approfondito il tema della cybersicurezza, passando per le fonti giornalistiche specializzate.

Tutto il patrimonio di preziose informazioni raccolte mediante l’attività di Cyber Threat Intelligence viene messo a disposizione dei SOC (Security Operation Center), le sale operative di cui moltissime aziende sono dotate che si occupano di gestire le minacce in grado di violare i dati sensibili contenuti in esse, allo scopo di attuare delle strategie utili alla prevenzione, alla mitigazione e all’eliminazione delle cyberminacce a partire da una corretta valutazione dei rischi.

Da ciò si deduce come la CTI si ponga il principale obiettivo di informare dei rischi provenienti dalle più comuni minacce informatiche presenti in rete, ambiente sempre più pericoloso al quale ormai la maggioranza delle aziende è connessa.

Acquisire la giusta consapevolezza del panorama dei nuovi cyberattacchi consente alle aziende di mantenere sempre molto alta la soglia di attenzione nei confronti dei nuovissimi malware, spyware o software dannosi, come i cosiddetti Advanced Persistent Threat, ossia minacce in grado di rimanere nascoste nei server aziendali anche per mesi rubando silenziosamente incredibili quantità di dati.

La CTI, collaborando fianco a fianco con i SOC, investiga sugli incidenti informatici appena accaduti, in modo da redigere dei report che saranno utilissimi per prevenire i futuri attacchi. L’investigazione che la CTI conduce è di tipo forense, con tanto di analisi approfondite sui dati raccolti che mirano all’individuazione del soggetto aggressore, alla comprensione del suo comportamento e alla rilevazione della magnitudo del suo attacco. Tuttavia, perché l’attività di Cyber Threat Intelligence si rivela essere così importante?

L’importanza della Cyber Threat Intelligence

Il principio sul quale si basa l‘attività della Cyber Threat Intelligence è molto semplice e al contempo intuitivo: se non si conosce una potenziale minaccia informatica e i rischi che rappresenta, si tende a sottovalutarla troppo e a lasciare che danneggi i sistemi aziendali.

Non solo, la mancanza di comprensione della stessa porta anche ad una maggiore difficoltà nel prevenirla e nel difendersi dalla sua pericolosità. Pertanto, nel contesto odierno, la CTI dev’essere strutturata in modo tale che utilizzi le risorse più efficaci per garantire un supporto decisionale adeguato in termini di sicurezza.

La vera importanza della Cyber Threat Intelligence, quindi, risiede proprio nella sua capacità di raccogliere e analizzare in tempo reale tutti i dati più dettagliati delle minacce interne ed esterne al sistema di sicurezza aziendale.

Inoltre, la CTI è altrettanto cruciale per decidere su quali strumenti puntare per migliorare l’attività di investigazione dei cyberattacchi o per migliorare la sicurezza dei dati: questo si traduce nell’ottimizzazione delle tempistiche, delle risorse e del denaro, obiettivo divenuto piuttosto importante per la stragrande maggioranza delle aziende odierne.

Una volta compreso il funzionamento, l’importanza e le funzioni che la Cyber Threat Intelligence assolve, è opportuno considerare le sue tipologie più diffuse nel moderno panorama della sicurezza informatica.

Le tipologie di Cyber Threat Intelligence

Ad oggi, esistono sostanzialmente 4 diversi possibili approcci che la CTI adotta per indagare da vicino le minacce informatiche. Il primo di essi prende il nome di Cyber Threat Intelligence strategica e ha il principale scopo di individuare i cyberattacchi e le loro potenziali conseguenze per riferirli ad un pubblico non composto da professionisti o tecnici, come ad esempio gli investitori che si occupano di mettere a disposizione dell’azienda il denaro necessario per assicurarsi le attività di sicurezza più efficaci.

L’approccio di tipo strategico di questa tipologia di CTI è finalizzato alla produzione di report e di insights che descrivano nel dettaglio i rischi e le tendenze delle minacce informatiche, con una particolare attenzione nei confronti delle probabili ricadute nelle quali un’azienda potrebbe incorrere.

La seconda tipologia di CTI è quella tattica, volta alla rilevazione dei comportamenti, delle tecniche e delle principali procedure che gli hacker e i cybercriminali adottano per dare forma ai loro attacchi.

Il pubblico al quale si riferisce questa volta è composto da coloro che si occupano di sicurezza informatica stando in prima linea nella lotta contro i malintenzionati del web e che quindi possiedono le competenze tecniche necessarie per proteggere i sistemi aziendali.

Pertanto, la CTI tattica informa gli esperti e gli operatori sul campo delle novità delle quali si vestono le cyberminacce, informandoli nei metodi più efficaci per renderle inoffensive nel minor tempo possibile.

Ovviamente, si dà per certo che i destinatari di queste preziose informazioni abbiano le competenze necessarie per interpretare tali dati nella maniera migliore al fine di migliorare il proprio lavoro di monitoraggio costante.

La terza tipologia di CTI è quella tecnica, la quale concentra le sue attività sull’informare gli utenti dei possibili indicatori che potrebbero condurli ad individuare un attacco informatico. La CTI tecnica mira a rendere consapevoli dei cosiddetti attacchi social che sfruttano l’ignoranza o la disattenzione dei dipendenti di un’azienda per sottrarre dati sensibili come le credenziali di accesso ai servizi finanziari o rubare le identità servendosi del phishing.

La CTI, in questo, funge da salvagente costituendo un validissimo antidoto a tale minaccia: lo fa informando con precisione i dipendenti aziendali sugli eventuali attacchi che potrebbero subire e sensibilizzandoli su un uso consapevole del web.

In questi casi, infatti, non esiste arma più potente dell’informazione riguardo ad un fenomeno sempre più diffuso, quello dell’attacco informatico. La quarta ed ultima tipologia di Cyber Threat Intelligence è quella operativa, la quale si differisce dalle altre per il suo approccio più concreto e proattivo; essa, infatti, sfrutta i canali di informazione che un’azienda utilizza, come i social media o le app di messaggistica istantanea, per acquisire i dati comportamentali e analizzarli da vicino.

Lo scopo principale è quello di sventare possibili cyberattacchi prima che si verifichino e di produrre conoscenza in merito alle tipologie di minacce presenti. Tali procedure vengono effettuate mediante software per l’analisi dei dati che permettono di elaborare flussi di dati enormi, superando talvolta anche la barriere linguistiche.

L’efficienza della CTI operativa consente di diventare estremamente più rapidi nell’individuazione di una minaccia e nella sua eliminazione. Insomma, la Cyber Threat Intelligence fa parte di tutte quelle contromisure adottate dalle aziende per far fronte ai numerosissimi attacchi informatici odierni. Farne buon uso di certo aumenta le possibilità di essere protetti da tali minacce e di preservare nel modo migliore i propri dati sensibili!